sabato 3 febbraio 2007

Concerto: Rev-elation The music of Milt Jackson



Il gruppo che si è esibito ieri sera alla Casa del Jazz di Roma era un gruppo all star non sempre purtroppo garanzia di divertimento, intendo dire che spesso in simili occasioni il mestiere, spesso di notevole spessore, prende il sopravvento sulla proposta artistica. Questo il gruppo :
Rev-elation The music of Milt Jackson
Joe Locke vibrafono,Mike LeDonne pianoforte,
Bob Cranshaw contrabbasso, Mickey Roker batteria
Cito dalla presentazione del concerto i profili di Cranshaw e Roker : "Entrambi possono vantare una carriera che copre oltre cinquant’anni; il primo è stato forse il più importante bassista elettrico della storia, prima che questo strumento venisse imposto dal jazz rock, ed ha suonato con l’enciclopedia del jazz, soprattutto con Sonny Rollins (tutti i dischi per la RCA, compreso il fondamentale “The Bridge”, e gli ultimi fino al concerto dedicato alle vittime dell’11 settembre), mentre il secondo gode di una stima illimitata tra musicisti di varie generazioni. Il suo nome appare in numerosi dischi di Gigi Gryce, Horace Silver, Dizzy Gillespie ed è meglio fermarsi. Cranshaw e Roker hanno affiancato Milt Jackson negli ultimi anni di carriera, così la loro dimestichezza con la musica del vibrafonista è totale". Insomma le premesse per divertirsi c'erano, ma anche numerose erano le buccie di banana su cui il gruppo poteva scivolare. Per prima cosa il nome del gruppo, far riferimento ad un grandissimo è sempre rischioso; poi il repertorio fatto di grandi standard, il che necessita di grande fantasia e tante idee e infine la scelta di riservare al basso e alla batteria la funzione di accompagnatori senza mai un assolo, lasciando a LeDonne e Locke il peso dei solo e il rischio della noia. Tutti questi pericoli sono evitati con grande abilità, Locke e LeDonne snocciolano assoli con grande equilibrio e swing creando un ottimo sound, ma è a metà concerto che arriva la vera prova del nove, quando il gruppo intona il monkiano "Off minor"; nelle intrigate armonie di Monk hanno perso la bussola vari musicisti ma in questo caso il risultato è diverso. Sia Locke che LeDonne asciugano il loro fraseggio, quasi umilmente al servizio del tema, evitando così eccessi virtuosistici e facili cadute di stile.
Un bel concerto concluso con un bis dal solo Locke.
Da rivedere (potendo).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Thank you so much for the insightful review.

Joe Locke LOVES Italy and it's people, very much.

Best,

Tom Marcello
Manager / Joe Locke
tom@joelocke.com
www.joelocke.com