venerdì 9 marzo 2007

Jarrett, Corea e .. Mozart. Ovvero, è così semplice essere bilingue ?



Questo interessante filmato ripropone un concerto tenuto in Giappone alcuni anni fa da Keith Jarrett e Chick Corea alle prese con il concerto di Mozart per due pianoforti e Orchestra K 365
Da una prima impressione Jarrett appare leggermente più a suo agio o forse più allenato di Corea ad una esecuzione classica. Il livello mi sembra comunque più che buono ! C'è da chiedersi tuttavia se esibizioni simili non siano manovre commerciali per creare "un evento" più che vere proposte artistiche.
Curiosità: Jarrett si fa girare le pagine dello spartito, Corea no. Ma nessuno dei due ha imparato la parte a memoria o perlomeno preferiscono non rinunciare allo spartito (lo faceva anche Sviatoslav Richter d'altronde !)
Qualche impressione ?



This interesting clip shows a Japanese performance of Keith Jarrett and Chick Corea ; they play the Mozart concert for two pianos and Orchestra K 365. From a first impression Jarrett appears slightly more relaxed or perhaps more trained than Corea to play a classic piece. However the quality seems high ! Any opinion ?


この面白いクリップはキース・ジャレットとチック・コリアの日本の業績を上げます; それらが2台のピアノのためにモーツァルトのコンサートをプレーしてそしてオーケストラK 365。 第一印象からジャレットは、古典の部分をするためにくつろいだ更にわずかに多くか多分コリアで訓練されたより多くのように見えます。 レベル どの位高くであろように思われる! 全ての意見?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Argomento interessante e che meriterebbe molto spazio. Credo che un jazzista contemporaneo non possa non studiare ed amare la classica. Sono moltissimi coloro che si sono cimentati, da Gaslini a Marsalis, da Portal a Corea. Pochi coloro che hanno ottenuto riconoscimenti in quell'ambito, lo stesso Jarrett vedo che gode sia di considerazione che di critiche abbastanza dure.L'ambiente della musica classica è difficile e eliario non meno che quello jazzistico. Personalmente comunque,ascoltati i dischi, preferisco che i jazzisti facciano i jazzisti.
Roberto

Amedeo ha detto...

Copio il commenti di Carlo Mezzanotte lasciato nel mia casella di posta elettronica:

"2 parole al volissimo...

- Da una prima impressione Jarrett appare leggermente più a suo agio o forse
più allenato di Corea ad una esecuzione classica.

Certo che è così, Jarrett al contrario di Corea suona musica classica ad
alti livelli da quando era un infante, c'è anche un interessante video in
cui dà dei consigli di diteggiatura a Corea..!

- Il livello mi sembra comunque più che buono!

Altrochè... solo i puristi più snob possono rifiutare queste esecuzioni.

- C'è da chiedersi tuttavia se esibizioni simili non siano manovre
commerciali per creare "un evento" più che vere proposte artistiche.

Mah, un po' tutte e due le cose.... nel senso che personaggi di questo
genere si mettono a studiare un concerto di Mozart 'solo' se sono sicuri di
avere un riscontro in qualche tipo di grande festival, perchè il tutto abbia
una cassa di risonanza mediatica con grande esposizione al pubblico.


- Curiosità: Jarrett si fa girare le pagine dello spartito, Corea no. Ma
nessuno dei due ha imparato la parte a memoria o perlomeno preferiscono non
rinunciare allo spartito (lo faceva anche Sviatoslav Richter d'altronde !)
Qualche impressione ?

Per me sono domande oziose, ognuno dovrebbe fare come gli pare! Naturalmente
nel mondo della musica accademica sussistono radicatissime delle ridicole
'convenzioni' secondo cui il "Concerto" o il recital solista si eseguono
senza musica e la musica da camera, viceversa, si esegue con lo spartito. I
Concerti per due o tre strumenti e orchestra sono una specie di terra di
mezzo (anche per la loro rarità), e quindi sfuggono in qualche modo al
controllo della cosiddetta 'tradizione'... uno si troverà meglio con lo
spartito e il volapagine, un altro, etc. etc.. Sono questioni puramente
pratiche, e di nessuna importanza per l'ascoltatore. Viva la libertà! :-)
Aggiungo solo che mi pare normalissimo che due pianisti così freneticamente
impegnati in progetti multipli decidano di tenere lo spartito, se non altro
per tranquillità psicologica...

Hasta la vista

Carlo "

RoVino ha detto...

Nello specifico caso di Jarrett, la scelta di avere davanti lo spartito nasce dal fatto che è sua abitudine "interpretare" i compositori classici il meno possibile. Conosce perfettamente l'intero clavicembalo ben temperato di Bach, ma chi lo ha ascoltato riconoscerà in lui una perfetta "lettura" dello spartito, pause comprese.