mercoledì 11 aprile 2007

Giant Steps e Tommy Flanagan



Si è molto detto delle difficoltà affrontate da Tommy Flanagan nella storica sessione di incisione di Giant Steps, difficoltà già avute qualche settimana prima da Cedar Walton. Su "Blue Trane" la bellissima biografia di Trane di Lewis Porter c'è un interessante stralcio di una intervista a Flanagan che puntualizza gli eventi di quella session. Innanzitutto è interessante sapere che Trane chiamava Flanagan "Maestro" con profondo senso di stima dopo che il pianista lo aveva convocato per l'incisione dell'album "The cats" ed in particolare per l'esecuzione del brano "Solacium" che lo stesso Flanagan riteneva difficile per quasi tutti ad eccezione di Coltrane. Da allora sembra nacque in Coltrane una profonda stima verso Flanagan che riteneva capace di suonare qualsiasi cosa.
Per Giant steps Coltrane suonò gli accordi a Flanagan qualche giorno prima (abitavano vicino) senza accennare nè alla melodia nè al tempo e Flanagan dette per scontato che si trattasse di un tempo medio-lento. Anche in studio lo spartito riportava solo la sequenza di accordi. Flanagan dice: "Non che fosse tanto difficile però dovevi prepararti di più che per un semplice blues o che sò io !". Appare chiaro che fu il tempo scelta da Coltrane (e non comunicato) fu determinante per le difficoltà mostrate da Flanagan,che nei takes pubblicati anni dopo  (1995
in un caso si ferma a metà brano e nell'altro suona solo gli accordi. 
Nel take pubblicato nell'album appare più lento del solito ma non in estrema difficoltà. In varie incisioni
 successive Flanagan più volte eseguì di nuovo Giant Steps (vedi "Giant Steps" con George Mraz e AL Foster del 1982) 
quasi avesse
tuttosommato un conto in sospeso con quel brano.

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