mercoledì 27 giugno 2007

I primi sei mesi di Doctorbebop



Questo spumeggiante Oscar Peterson d'annata ve lo propongo per festeggiare i primi sei mesi di Doctorbebop. Esperienza per me nuova e ricca di sorprese; mi sono attestato su circa 30 visite al giorno e un "inspiegabile" rank sia italiano che mondiale.
Ringrazio tutti i blogger che mi hanno inserito nei loro blogroll e soprattutto "Bioblog" con cui dividiamo l'area medica nella blogosfera italiana.
Un saluto particolare agli affezionati visitatori soprattutto uno sconosciuto, (forse un collega medico ?) che spesso si collega dagli Ospedali riuniti di Bergamo, a volte anche la notte, immagino durante un turno di lavoro. Solo una richiesta: colleghi medici, siate meno timidi nell'inserire qualche commento o suggerimento !
Buona estate !

4 commenti:

Anonimo ha detto...

In bocca al lupo per altri sei anni ! Certo ti sei scelto un binomio di argomenti da far tremare i polsi, non bastasse la marginalità della nostra musica ....
Roberto (Mondo Jazz)

maje ha detto...

Auguri Doc, e vai avanti così!

biancas ha detto...

salve doctor bebop,
i miei migliori auguri di lunga vita.
saluti dai luoghi dell'anima

GMG ha detto...

APERITIVO IN CONCERTO
Teatro Manzoni
Via Manzoni, 42
Milano

Stagione 2006-2007



TEATRO MANZONI


26 Settembre 2007 – 10 Marzo 2008


PROGRAMMA


Settembre

Mercoledì 26 settembre 2007, ore 21.00

JOE ZAWINUL & ABSOLUTE ENSEMBLE
Direttore: KRISTJAN JÄRVI

tastiere
Joe Zawinul

voce
Sabine Kabongo

violino
Vesselin Gellev
Neela de Fonseka

viola
Edmundo Ramirez

violoncello
Mike Block

basso elettrico
Mat Fieldes

pianoforte
Matt Herskowitz

clarinetto
Michiyo Suzuki

flauto
Hayley Reid

oboe
Keve Wilson

fagotto
Martin Kuuksman

tromba
Charlie Porter

trombone
Mike Seltzer

batteria
Damien Bassman

percussioni
Pablo Rieppi

chitarra elettrica
Gene Pritsker

ABSOLUTE ZAWINUL



Venerdì 28 settembre 2007, ore 21.00

JOHN ZORN
COMPLETE MASADA
primo giorno


SECRET CHIEFS

chitarre e sassofono
Trey Spruance

violino
Timb Harris

viola
Eyvind Kang

tastiere
Jai Young Kim

basso, percussioni
Shahzad Ismaily

batteria
Ches Smith

strumenti vari
Rich Doucette


JAMIE SAFT TRIO

pianoforte
Jamie Saft

contrabbasso
Greg Cohen

batteria
Kenny Wollesen


BAR KOKHBA

chitarra elettrica
Marc Ribot

violino
Mark Feldman

violoncello
Erik Friedlander

contrabbasso
Greg Cohen

batteria
Joey Baron

percussioni
Cyro Baptista



Sabato 29 settembre 2007, ore 21.00

JOHN ZORN
COMPLETE MASADA
secondo giorno



ASMODEUS

chitarra elettrica
Marc Ribot

contrabbasso
Trevor Dunn

batteria
G. Calvin Weston


ERIK FRIEDLANDER SOLO

violoncello
Erik Friedlander


MASADA QUARTET

sassofono contralto
John Zorn

tromba
Dave Douglas

contrabbasso
Greg Cohen

batteria
Joey Baron,



Domenica 30 settembre 2007, ore 21.00

JOHN ZORN
COMPLETE MASADA
terzo giorno


MASADA STRING TRIO

violino
Mark Feldman

contrabbasso
Greg Cohen

violoncello
Erik Friedlander


URI CAINE SOLO

pianoforte
Uri Caine


ELECTRIC MASADA

sassofono contralto
John Zorn

chitarra elettrica
Marc Ribot

tastiere
Jamie Saft

electronics
Ikue Mori

basso elettrico
Trevor Dunn

batteria
Joey Baron
Kenny Wollesen

percussioni
Cyro Baptista



Ottobre

Domenica 15 ottobre 2007, ore 21.00

LEE KONITZ’s
80th BIRTHDAY CELEBRATION


sassofono contralto
Lee Konitz

sassofono tenore, arrangiamenti, direzione musicale
Ohad Talmor

THE SPRING STRING QUARTET

violino
Christian Wirth
Marcus Wall

viola
Julian Gillesberger

violoncello
Stephan Punderlitschek


THE LEE KONITZ NEW NONET

sassofono tenore
Ohad Talmor

tromba
Russ Johnson

trombone
Jacob Garchik
clarinetto basso
Denis Lee

violoncello
Greg Heffernan

chitarra
André Fernandes

contrabbasso
Bob Bowen

batteria
Dan Weiss


ORQUESTRA JAZZ DE MATOSINHOS

trombe
Erick Poirier
Rogério Ribeiro
Susana Silva
José Silva

tromboni
Michael Joussein
Álvaro Pinto
Daniel Dias
Gonçalo Dias

sassofoni
José Luis Rego
João Guimarães
Mario Santos
José Pedro Coelho
Rui Teixeiro

contrabbasso
Demian Cabaud
chitarra
André Fernandes

pianoforte
Carlos Azevedo
Pedro Guedes

batteria
Dan Weiss




Lunedì 29 ottobre 2007, ore 21.00

MANUEL GÖTTSCHING

chitarre, electronics
Manuel Göttsching

E2 – E4



Novembre



Domenica 11 novembre 2007, ore 11.00

JACK DEJOHNETTE
& RIPPLE EFFECT
featuring JOHN SURMAN

batteria, pianoforte, voce
Jack DeJohnette

sassofoni baritono e soprano, clarinetto basso
John Surman

basso elettrico e voce
Jerome Harris

voce e percussioni
Marlui Miranda

electronics
Ben Surman


HYBRIDS



Lunedì 12 novembre 2006, ore 21.00

JAMES BLOOD ULMER
& MEMPHIS BLOOD BLUES BAND
featuring VERNON REID

chitarra elettrica e voce
James Blood Ulmer

chitarra elettrica
Vernon Reid

violino elettrico, mandolino
Charles Burnham

tastiere
Leon Gruenbaum

armonica
David Barnes

basso elettrico
Mark Peterson

batteria
Aubrey Dayle



Lunedì 19 novembre 2007, ore 21.00

ISWHAT?!
Featuring Archie Shepp & Oliver Lake

human beat box, electronics
Napoleon Maddox

sassofoni soprano e tenore, pianoforte, voce
Archie Shepp

sassofono contralto
Oliver Lake

sassofono tenore
Eddie “E Bounce” Bayard

contrabbasso
Joe Fonda

batteria
Hamid Drake


THE LIFE WE CHOSE



Lunedì 26 novembre 2007, ore 21.00


ELLIOTT SHARP & TERRAPLANE
Special Guest: HUBERT SUMLIN


chitarre, sassofono tenore
Elliott Sharp

chitarra elettrica
Hubert Sumlin

voce
Eric Mingus
Tracie Morris

trombone
Curtis Fowlkes

sassofono baritono
Alex Harding

contrabbasso, basso elettrico, tuba
David Hofstra

batteria
Tony Lewis



Dicembre



Domenica 16 dicembre 2007, ore 11.00

MIKE LADD

voce, electronics
Mike Ladd

voce
Seraphim (Darius Jamal van Sluytman)

tromba
Roy Campbell, Jr.

ance, flauto
Andrew Lamb

pianoforte, tastiere
Vijay Iyer

batteria, electronics, voce
Guillermo E. Brown


NEGROPHILIA



Gennaio


Lunedì 18 gennaio 2008, ore 21.00

DAVID MURRAY
PUSHKIN, THE BLACKAMOOR
OF PETER THE GREAT

sassofono tenore
David Murray

direttore
Craig Harris

voce e voce narrante
Avery Brooks
Elena Frolova
Victor Ponomarev

voce
Sally Nyolo
Bonga

chitarra
Hervé Samb

pianoforte
Lafayette Gilchrist

contrabbasso
Jaribu Shahid

batteria, percussioni
Hamid Drake

Orchestra d’archi


Marzo


Lunedì 10 marzo 2007, ore 21.00

JIN XING DANCE COMPANY

SHANGHAI TANGO
coreografia e direzione: Jin Xing

“Aperitivo in Concerto”
2007/2008

26 settembre 2007 – 10 marzo 2008

13 CONCERTI
(n. 2 domenica mattina –
n. 7 lunedì sera,
n. 1 mercoledì sera,
n. 1 venerdì sera,
n. 1 sabato sera,
n. 1 domenica sera)

Settembre

Mercoledì 26 JOE ZAWINUL
& ABSOLUTE ENSEMBLE

Venerdì 28
Sabato 29
Domenica 30 JOHN ZORN
& COMPLETE MASADA


Ottobre

Lunedì 15 LEE KONITZ’s
80TH BIRTHDAY CELEBRATION

Lunedì 29 MANUEL GÖTTSCHING


Novembre

Domenica 11 JACK DEJOHNETTE
& RIPPLE EFFECT featuring JOHN SURMAN

Lunedì 12 JAMES BLOOD ULMER
& MEMPHIS BLOOD BLUES BAND featuring VERNON REID

Lunedì 19 ISWHAT?!
featuring Archie Shepp & Oliver Lake

Lunedì 26 ELLIOTT SHARP & TERRAPLANE
featuring HUBERT SUMLIN

Dicembre

Domenica 16 MIKE LADD & NEGROPHILIA


Gennaio

Lunedì 28 DAVID MURRAY
& PUSHKIN: THE BLACKAMOOR OF PETER THE GREAT

Marzo

Lunedì 10 JIN XING DANCE COMPANY


COMUNICATO STAMPA


“Aperitivo in Concerto” giunge al suo ventitreesimo anno d’attività. La rassegna musicale promossa e organizzata al Teatro Manzoni da Mediaset e Publitalia ’80, in collaborazione con Mondadori, 3 H Italia e Moschino Parfum, continua a proporsi come vetrina della contemporaneità musicale senza steccati o vetuste etichettature.
L’edizione 2007/2008 proietta “Aperitivo in Concerto” sempre di più verso il futuro, accogliendo nella sua programmazione nuovi, affascinanti esempli di lavori interculturali e interdisciplinari, in cui l’attenzione al dialogo interetnico si sposa all’attenzione per la rilevanza sociale e per la presenza tecnologica all’interno di consolidate tradizioni.
Non è un caso, dunque, che la rassegna si inauguri con un trascinante spettacolo del grande compositore e tastierista (e pioniere, per l’appunto, dell’elettronica nell’improvvisazione jazzistica) Joe Zawinul, Absolute Zawinul (26 settembre 2007), una coinvolgente carrellata di celebri e ormai storiche composizioni (molte delle quali ideate per il gruppo Weather Report) attraverso le quali l’autore rivisita la propria leggendaria carriera e ridefinisce il proprio ruolo all’interno dell’improvvisazione contemporanea. Nell’impresa egli è sostenuto dall’affascinante e feconda collaborazione instauratasi con l’Absolute Ensemble diretto da Kristjan Järvi, oggi da molti considerata la migliore orchestra da camera sulla scena internazionale: il gruppo, formato da alcuni fra i più significativi solisti newyorkesi e votatosi alla diffusione della musica contemporanea così come al dialogo fra le diverse culture (eccezionali le sue collaborazioni con artisti quali Paquito D’Rivera, Abdullah Ibrahim, Dhafer Youssef, Goran Bregovic) ritorna a Milano dopo l’applaudita esibizione di due anni fa al Teatro Manzoni, con uno straordinario omaggio all’arte di Frank Zappa..
Altrettanto significativo, se non di più in quanto rappresentazione vivida e simbolica della nuova stagione di “Aperitivo in Concerto”, è il festival di tre giorni (28, 29 e 30 settembre 2007) denominato Complete Masada e interamente dedicato all’arte di John Zorn. Il celebre sassofonista e compositore, genio del post-moderno, a capo di una folta rappresentanza dei migliori artisti della downtown newyorkese (fra cui Uri Caine, Marc Ribot, Dave Douglas, Greg Cohen, Joey Baron, Kenny Wollesen, Eyvind Kang, Erik Friedlander, Mark Feldman e altri), come accade di regola per l’estetica di “Masada”, esplorerà e illustrerà la vibrante presenza della tradizione ebraica nelle poliglotte musiche della nostra contemporaneità, un evento realizzato appositamente ed esclusivamente, per quanto in modo diverso da città a città, per Milano, Roma e Barcellona.
L’interesse per le nuove forme espressive ed interpretative, che ha caratterizzato la rassegna sin dalla sua nascita, si rivolge nuovamente agli originali contributi linguistici di cui si fa oggi portavoce la danza contemporanea; dopo avere ospitato, la scorsa edizione, due fra le più significative compagnie oggi presenti sulla scena internazionale, Diavolo Dance Theater e Hubbard Street Dance Company, “Aperitivo in Concerto” accoglierà al Teatro Manzoni l’incantatorio spettacolo che la nota coreografa cinese Jin Xing, a capo della sua notissima Jin Xing Dance Company, ha firmato creando un ineffabile e teatrale connubio fra le multicolori e sofisticate tradizioni cinesi e la nuova modernità che in Cina avanza tumultuosamente nell’intenso e complesso dialogo con l’Occidente: Shanghai Tango (10 marzo 2008) è esempio prezioso di una creatività appassionante e di assoluta originalità nel coniugare culture diverse così come linguaggio del corpo e “arti performative”.
Negli ultimi decenni, con la più approfondita conoscenza di molte altre tradizioni musicali extra-europee di valore, è mutato il tradizionale modo di porsi rispetto a quei fenomeni un tempo semplicisticamente definiti extra-colti. Altresì, il progressivo abbattimento delle barriere fra i generi ha permesso di modificare radicalmente la nostra concezione di contemporaneità, e di accogliere un vasto numero di esperienze creative in grado di arricchire anche il panorama accademico occidentale senza doversi porre il problema di un ingiustificato complesso d’inferiorità nei suoi confronti. Saranno perciò presenti sul palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano artisti di fama internazionale che da tempo rielaborano e aggiornano la propria identità culturale con un rapporto sempre più sofisticato nei confronti della tradizione e nei relativi modi d’esprimerla: è il caso dell’affascinante gruppo ISWHAT?! (19 novembre 2007), in cui il poeta e vocalist Napoleon Maddox, apprezzato e sofisticato esponente del rap e dello hip-hop, riallaccia sempre più fortemente tali due generi vernacolari americani allo spirito improvvisativi del jazz ed alla sua tradizione estetica. Non casualmente, sarà attorniato da artisti che hanno già fatto o stanno facendo la storia del jazz, dall’ormai leggendario sassofonista Archie Shepp al notissimo sassofonista Oliver Lake (ricordato anche per la sua militanza in un gruppo come World Saxophone Quartet), al contrabbassista Joe Fonda e al batterista Hamid Drake.
Altrettanto stimolante e potentemente creativa si prevede l’esibizione del poeta, cantante, studioso, docente universitario e produttore discografico Mike Ladd (16 dicembre 2007). Protagonista della nuova New York musicale del rap e dello hip-hop, poeta di straordinaria e riconosciuta sofisticazione, Ladd, con l’ausilio di alcuni straordinari e creativi improvvisatori (l’eccezionale pianista e tastierista Vijay Iyer, il trombettista Roy Campbell Jr., il batterista Guillermo E. Brown, il sassofonista Andrew Lamb e il grande interprete rap Seraphim o meglioDarius Jamal van Sluyten, già leader del noto gruppo No Surrender) presenta Negrophilia, stupefacente e sofisticatissimo affresco musicale, collage di linguaggi, ricami strumentali, loop elettronici, incantatorie declamazioni vocali basato sulla fascinazione per la cultura africana nei circoli intellettuali parigini degli anni ’20 e ’30.
In tale ambito assume ulteriore rilevanza il ritorno al Teatro Manzoni di Jack DeJohnette (11 novembre 2007), a capo del gruppo Ripple Effect, che vede il ritorno a Milano di uno strumentista d’eccezionale valore, il sassofonista e compositore John Surman. Coadiuvati dalla straordinaria cantante india brasiliana Marlui Miranda, dal bassista Jerome Harris e da Ben Surman agli electronics, DeJohnette e Surman fondono interculturalismo e sampling elettronico, creando un variegatissimo e caleidoscopico fondale sul quale innestano affascinanti perorazioni improvvisative, coniugando i frutti della diaspora africana con l’Europa contemporanea e la più sofisticata elaborazione tecnologica.
Alla fascinazione dei nuovi dialoghi fra culture diverse e tecnologia è dedicata anche la prima italiana di E2-E4 da parte del suo autore, Manuel Göttsching (29 ottobre 2007), chitarrista e compositore, allievo di Karlheinz Stockhausen e fondatore, assieme a Klaus Schulze, del celebre gruppo rock tedesco Ash Ra Tempel, complesso storico e di grande valore che, aggiornando le intuizioni di gruppi musicali come i Grateful Dead all’inquieta sensibilità germanica, pervenne a una sintesi drammatica di due mondi culturali, quello hippie californiano e quello post-espressionista tedesco. Scritto nel 1981, prodotto nel 1984, ripreso con successo persino nel campo della musica leggera (fu utilizzato da un gruppo commerciale dance, Sueno Latino), E2-E4 è un capolavoro della musica contemporanea, fiume ipnotico che coniuga il senso del Tempo orientale con l’avanzata tecnologia occidentale, che unisce l’umano e il disumano, l’Uomo e la Macchina in un’opera di inquietante sensibilità drammatica. Göttsching, con tale lavoro ha per certi versi definitivamente codificato la musica elettronica come la conosciamo oggi nella quotidianità, sia accademica che popolare o improvvisativa. In particolare il concetto di sequenzialità che prenderà forma nelle trame infinite anche di un fenomeno più commerciale come la techno music. Non a caso, E2-E4 è stato definito musica techno per la generazione cyber-punk: solo che né la techno né i cyberpunk esistevano ancora. La dimostrazione, insomma, che dalla ripetizione e dalla sequenzialità possono nascere le opere accademiche che molte musiche popolari come il rock sono sempre state incapaci di realizzare.
Al rinnovamento e alla ridefinizione dei patrimoni linguistici tradizionali pensano artisti differenti come James Blood Ulmer (12 novembre 2007) ed Elliott Sharp (26 novembre 2007): ambedue concentrati sulla costante attualità sociale ed estetica del blues, linguaggio che oggi riaffiora prepotentemente per modernità e sensibilità, ne esemplificano in modo diverso la potenza espressiva. Laddove Ulmer, a lungo compagno d’avventura di Ornette Coleman, rielabora (a capo di un complesso semplicemente fuori dal comune, in cui spiccano le impetuose doti creative del ben noto chitarrista Vernon Reid, già leader dei Living Color, e del violinista Charles Burnham) il blues come teoria narrativa personalissima, non dimenticando il fortissimo retaggio tradizionale ma neanche la modernità della concezione armolodica, Sharp rilegge e rievoca una tradizione di cui egli, pur compositore pienamente inserito nella contemporaneità, ha voluto apprendere i più riposti segreti, riconoscendone la primaria importanza nella formazione di un linguaggio musicale autonomamente e inconfondibilmente americano. Così, a fianco di un gruppo strumentale di rara potenza espressiva, in cui spiccano l’eccezionale sassofono baritono di Alex Harding e il duttile trombone di Curtis Fowlkes, egli si avvale dell’apporto di un maestro autentico del blues come il chitarrista Hubert Sumlin, a lungo fedele strumentista e interprete di Muddy Waters, e di un moderno, spavaldo e creativo poeta/cantante come Eric Mingus, figlio di una leggenda del jazz come Charlie Mingus.
Un teatrale e gioioso senso della tradizione emerge prepotente e inarrestabile da un altro, superbo affresco multilinguistico e interculturale, per quanto reso omogeneo dalla volontà dell’autore di illustrare, attraverso un artista-icona, le conquiste e le sofferenze della Diaspora africana: Pushkin, The Blackamoor of the Zar di David Murray (28 gennaio 2008) è una vera e propria opera che illustra la figura di un poeta come Aleksandr Pushkin in quanto “meticcio” e simbolo rilevante per gli intellettuali della dispersione africana nel mondo, nata da terribili sofferenze ma ciononostante dispensatrice di bellezza e civiltà. Il lavoro, che è poco definire ispirato e spettacolare, viene realizzato da attori (fra i quali Avery Brooks, celebrato produttore, regista e Capitano Sisko di Star Trek ma anche impegnato interprete a fianco di Edward Norton in American History X), cantanti (fra cui la nota artista russa Elena Frolova) e musicisti (il lavoro richiede una nutrita sezione d’archi e un ampio numero di strumentisti) provenienti da ogni parte del mondo: Guadalupa, Camerun, Senegal, Russia Stati Uniti. Spicca la presenza di improvvisatori di grande rilevanza come il batterista Hamid Drake, il contrabbassista Jaribu Shahid, il pianista Lafayette Gilchrist, il trombonista e direttore d’orchestra Craig Harris.
Evento a sé stante, “corona” la nuova programmazione di “Aperitivo in Concerto” un grande ritorno: Lee Konitz (15 ottobre 2007) presenta in prima europea, il concerto con cui, alla Carnegie Hall di New York, è stato celebrato il suo anniversario, in presenza del sindaco Bloomberg e di numerosi esponenti della musica e dell’intellettualità americana. Un’occasione per esaminare in un solo sguardo l’intero, ricchissimo spettro dell’arte di questo sublime e poetico improvvisatore. Con un quartetto d’archi, con il nuovo nonetto già presentato la scorsa edizione al Teatro Manzoni e con un’eccellente big band (la giovane ma già affermatissima compagine portoghese Orquestra Jazz de Matosinhos), Konitz rievocherà il suo ineguagliabile percorso artistico, che ne ha fatto uno dei protagonisti della musica del Novecento e oltre, fino, per l’appunto, ai nostri giorni.
Da oltre vent’anni “Aperitivo in Concerto” documenta le vicende della musica nostra contemporanea, facendosi testimone delle espressioni culturali più avanzate, originali e innovative all’interno di una concezione che non prevede barriere linguistiche o stilistiche fra le innumerevoli ideazioni musicali oggi esistenti. La vasta molteplicità di codici e tradizioni culturali che sempre di più va allargandosi ai nostri giorni è stata l’oggetto principale di una politica di innovazione, cosmopolitismo e spettacolarità che nelle ultime stagioni ha contribuito a un crescente consenso di pubblico e critica, e che ha mirato a realizzare delle vere e proprie istantanee della nostra contemporaneità (e anche oltre). Basti ricordare, a tal proposito, il ruolo che la rassegna ha avuto nel riportare a Milano il grande jazz e le più interessanti testimonianze della musica improvvisata contemporanea e di molte fra le nuove musiche accademiche e di ricerca.
Non è dunque un caso che la rassegna abbia ospitato, nelle scorse edizioni, artisti del calibro di Dave Brubeck, Tommy Flanagan con Rufus Reid e Albert “Tootie” Heath, Charles McPherson con la Vanguard Jazz Orchestra, Max Roach e Cecil Taylor, Bobby Hutcherson, Carla Bley, Henry Grimes, Uri Caine ed il suo Ensemble in ben due straordinari progetti (Goldberg Variations e The Sidewalks of New York), Abdullah Ibrahim, Bobby McFerrin, Dave Holland, John Scofield, Steve Coleman, Marc Ribot, McCoy Tyner con Avery Sharpe e Al Foster, Johnny Griffin con Mulgrew Miller, Niels-Henning Ørsted Pedersen e Alvin Queen, il quartetto di Jim Hall con Paolo Fresu, Jon Faddis e la Count Basie Orchestra, Hamiet Bluiett, Roswell Rudd, Steve Nelson, Andrew Cyrille, Jack DeJohnette, Sonny Fortune, Odean Pope, Ahmed Abdullah, Sun Ra Arkestra, Archie Shepp, Dave Burrell, James Spaulding, Freddy Cole e la Woody Herman Orchestra, Ahmad Jamal, Andrew Hill & Point of Departure, Reggie Workman, Gonzalo Rubalcaba, Perry Robinson, Art Ensemble of Chicago, John Scofield, Bass Desires, Lee Konitz, Terence Blanchard, Buddy DeFranco e Chicago Jazz Ensemble: eventi svoltisi in larga parte quando il jazz –musica che è fra i simboli della nostra contemporaneità- languiva non solo in una città come Milano, e ancora non conosceva l’attuale diffusione. Tant’è che alcuni fra gli artisti succitati hanno conosciuto un vero e proprio “rilancio” grazie alla loro esibizione sul palcoscenico del Teatro Manzoni.
Altresì, “Aperitivo in Concerto” ospitava negli scorsi anni –spesso in “prima” italiana- un ampio numero di concerti dedicati alla musica di ricerca, presentando gruppi ed artisti come Absolute Ensemble, John Zorn e Electric Masada, Fretwork, London Sinfonietta, Piano Circus, Brodsky Quartet, Steve Martland Band, Evelyn Glennie, Phillip Johnston Ensemble (con Guy Klucevsek), Dave Douglas, Philip Glass, Icebreaker, Stefan Hussong, Ryuichi Sakamoto, Alva Noto, Mike Patton, Apollo Saxophone Quartet, Blindman, London Saxophonic, Christian Lindberg, oltre ad artisti strettamente accademici ed altri più intimamente legati alla propria eredità etnico-culturale, come Ivan Lins, Gonzalo Rubalcaba, João Bosco, Maurice El Médioni, Carmen Linares, Jay Ungar, Manolo Sanlúcar, Brave Old World, Klezmer Conservatory Band, il quartetto Jobim-Morelenbaum (da ricordare anche l’applaudito spettacolo del gruppo Morelenbaum2/Sakamoto), Dino Saluzzi, Blind Boys of Alabama, David Krakauer, Oregon. Nomi che esemplificano l’obiettivo principale della rassegna: quello, cioè, di offrire molteplici, significativi e, soprattutto, originali punti di vista sulla contemporaneità e sui possibili approcci creativi ad essa. In tale contesto vanno perciò ricordati anche gli applauditi concerti di icone del rock più sofisticato come Patti Smith, Elvis Costello, David Byrne, k. d. lang, Marianne Faithfull, Laurie Anderson, di una vera e propria Musa quale Juliette Gréco, di protagoniste del palcoscenico quali Hanna Schygulla e Ute Lemper.





CONCERTI DOMENICALI ORE 11.00

CONCERTI SERALI ORE 21.00

CONCERTI DOMENICALI
Biglietto intero € 12,00 + € 1,00 prevendita
Ridotto giovani € 8,00 + € 1,00 prevendita
In vendita alla cassa del Teatro prima del concerto

CONCERTI SERALI
Biglietto intero € 12,00 + € 1,00 prevendita
Ridotto giovani € 8,00,00 + € 1,00 prevendita
In vendita alla cassa del Teatro prima del concerto

COMPLETE MASADA
Biglietto intero € 15,00 + € 1,00 prevendita
Ridotto giovani € 11,00 + € 1,00 prevendita
In vendita alla cassa del Teatro prima del concerto

Prevendita dal 10 Settembre 2007 alla cassa del Teatro
dalle ore 10.00 alle ore 18.00
e tramite circuito Ticketone
Posti fissi e numerati

ABBONAMENTO N. 10CONCERTI DOMENICALI E SERALI € 110,00
ABBONAMENTO COMPLETE MASADA € 40,00
In vendita alla cassa del Teatro
dal 9 luglio al 21 settembre 2007 dalle ore 10.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì
Posti fissi e numerati


NUMERO VERDE: 800-914350

TEATRO MANZONI
Via Manzoni, 42 – Milano
Tel. 02 - 7636901 / Fax 02 - 795674


per ulteriori informazioni:
Viviana Allocchio
Iniziative Speciali
Teatro Manzoni
Palazzo Verrocchio, I° piano
Centro Direzionale
20090 MILANO 2 (Segrate)
tel.: 0221025118
fax: 0221025110
e-mail: aperitivi@fininvest.it