venerdì 13 luglio 2007

Allattamento al seno e comparsa di fattori di rischio cardiovascolare in età adulta

Uno studio britannico ha indagato la possibile relazione tra l'allattamento al seno protratto per più di un mese e il presentarsi in età adulta dei principali fattori di rischio cardiorespiratorio. Per farlo è stata presa in considerazione la coorte dei nati nell'arco di una settimana nel 1958, un totale di 9377 persone. Lo stato dell'allattamento è stato accertato al compimento del settimo anno di età attraverso un questionario sottoposto ai genitori; al raggiungimento dei 44-45 anni sono invece stati misurati i diversi parametri di rischio cardiorespiratorio: dall'obesità addominale al BMI, dal volume espiratorio forzato alla pressione arteriosa, dal profilo lipemico all'emoglobina A1c, a indicatori molto più fini come il dosaggio del D-dimero e dell'antigene dell'attivatore tissutale del plasminogeno. Aggiustando l'analisi per i principali confondenti (peso alla nascita, peso della madre in gravidanza eccetera) si è concluso che l'allattamento materno per una durata superiore a un mese agisce positivamente sulla circonferenza addominale, un minore rapporto vita/fianchi, sul rischio di obesità e sul fattore di von Willebrand . Non cè invece alcun rapporto con gli altri fattori di rischio esaminati. Secondo gli autori il beneficio conseguito dal latte materno è relativamente piccolo, ma sufficiente ad avviare ulteriori ricerche

Rudnicka AR et al. Pediatrics. 2007 May;119(5):e1107-15

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