giovedì 11 ottobre 2007

Alcuni segreti del virus dell'influenza del 1918 ("Spagnola")

Cito da Adnkronos Salute - Svelati alcuni dei segreti del temibile virus della 'spagnola', la pandemia influenzale che nel 1918 si rese responsabile di oltre 40 milioni di vittime nel mondo. Cosa avesse reso così letale quell'epidemia influenzale era finora rimasto avvolto nel mistero, nonostante ricercatori di ogni parte del globo si siano avventurati nello studio del virus. In quest'intento sembra che ora siano riusciti gli scienziati statunitensi del Dipartimento di malattie infettive dell'ospedale pediatrico di St. Jude, in Tennesse. "Il nodo centrale - rivelano i ricercatori su Cell Host and Microbe - è una proteina, chiamata PB1-F2". Un'informazione utile in vista di una nuova pandemia. Tutti gli esperti di malattie infettive sanno che è relativamente raro che un virus influenzale si dimostri talmente virulento da causare, da solo, il decesso di persone sane, cioè senza quadri clinici particolarmente compromessi. Ebbene, la maggior parte delle morti per influenza è frutto del 'concorso' dell'infezione virale primaria e di quella batterica seguente. "Benché il virus della Spagnola sia stato uno dei pochi capace di uccidere da solo persone sane - ricordano gli autori dello studio - in ogni caso il maggior numero di decessi fu attribuibile agli agenti patogeni secondari, che avevano trovato la strada 'aperta' dopo l'infezione virale". La 'chiave' d'accesso per i batteri sarebbe proprio la proteina PB1-F2, scoperta nei nuovi ceppi A (gli IAV) del virus. I geni che la codificano sono stati trovati non solo in questi virus, tra cui quello dell'influenza aviaria che ha infettato gli uomini, ma anche negli IAV associati alla pandemia di Spagnola del 1918. "La PB1-F2 - proseguono gli scienziati - aumenta la patogenicità del virus nei modelli di topo studiati in laboratorio. Suggerendo il suo ruolo chiave nella maggiore mortalità e morbidità dell'influenza".

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