venerdì 29 febbraio 2008

Quiz del mese

Nella barra laterale è possibile ormai ascoltare da alcune settimane un brano musicale in cui un pianoforte più o meno ignoto duetta con sax alto anch'esso sconosciuto sulle note di Cotton Tail. Viste le richieste che da più parti mi sono pervenute di sciogliere il mistero ecco la soluzione e per tutti un appuntamento a giorni per la pubblicazione di un nuovo..quiz.
Qui la soluzione.

giovedì 28 febbraio 2008

Barry Harris a Roma dal 10 al 14 Marzo


Dal 10 al 14 Marzo a Roma (Felt Club) una delle ultime leggende viventi del piano jazz.
Per informazioni: annapantuso@hotmail.com (339/3383139)

martedì 26 febbraio 2008

Google’s personal health record

La disponibiltà di documentazione clinica di un paziente da parte di un medico o di una struttura diversa da quella usuale di riferimento è spesso un problema. E' infatti comune che un paziente, spesso in situazioni di urgenza, non porti con sè documentazione su precedenti patologici.
Un progetto pilota della Cleveland Clinic ha utilizzato Google ( Google’s personal health record) come hosting per i dati medici di 10.000 pazienti per cercare di ovviare a questo problema. Questo tipo di iniziativa chiamata Web-based personal health records interessa sempe di più varie aziende informatiche e grandi strutture mediche Americane, come ad esempio il progetto simile targato Microsoft e chiamato HealthVault.
Questo il link al blog del NY Times

venerdì 22 febbraio 2008

Jazzinamerica.org

Questo è un sito di notevole spessore soprattutto per la quantità di documentazione presente e anche per aspetti ludici quali alcune iniziative culturali sotto forma di lezioni. Una, molto interessante, già segnalata alcuni giorni fa da Mondo Jazz sulla storia del Jazz attraverso i suoi stili e guidata da Herbie Hancock; un'altra altrettanto interessante sul blues già completa in tutte le sue lezioni. Tutto ciò condito da bellissimi clip audio e video.
Imperdibile.

lunedì 18 febbraio 2008

Ultranovantenni: due studi su centenari e fattori di rischio

Due recenti studi pubblicati su Archives of Internal Medecine affrontano il problema di studiare il rapporto fattori di rischio (diabete, ipertensione, BPCO) e longevità. Nulla di nuovo nei risultati, la percetuale di centenari affetti da queste condizioni era bassa e tutte erano ben controllate, in quasi tutti i pazienti studiati si è evidenziato come l'attività fisica conferisse una riduzione del rischio di morte. Tra l'altro viene notato come sicuramente un'età così avanzata non è più associata alla disabilità di una volta forse grazie ad una maggiore aggressività delle terapie mediche.
Personalmente credo ancora che a farla da padrone sia il codice genetico.

Factors Favoring Longevity; Disability at 100

Exceptional longevity is neither so elusive nor as disabling as was once thought, according to two studies in Archives of Internal Medicine.

Researchers in the first study examined the factors associated with living to age 90 and beyond in a cohort of the Physicians' Health Study followed for some 25 years. Among men born before 1916, the presence of one of five risk factors at age 70 reduced the adjusted odds of survival to age 90. The risk factors (and their associated hazard ratios for dying before 90) were smoking (2.10), diabetes (1.86), obesity (1.44), and hypertension (1.28). Regular exercise conferred a 30% lower mortality risk.

In the second study, researchers studied disease and disability among centenarians and found that about a third had suffered from a disabling condition like COPD, diabetes, or dementia for over 15 years and that most required either minimal or no assistance in their daily lives.

An editorialist offers wryly that, although the successfully aged may have undefined reserves, "an alternative explanation might be that their primary care physicians aggressively treated their chronic illnesses rather than assume ageist nihilism about treating the oldest old."

martedì 12 febbraio 2008

Jazz Colours: una nuova rivista di jazz



Una nuova rivista con un ambizioso programma ma sicuramente con un formato, il PDF direttamente nella casella di posta elettronica, molto attraente.

" Una email-zine, allora, in formato PDF. Con il vantaggio di non dover litigare con mogli e figli per l'accumulo della carta in un angolo, che prima o poi si dovrà liberare, ma che è già più d'un lustro che sta là a mangiar polvere. Perché poi si sa, le case moderne non hanno più gli studi che potevano permettersi i nostri nonni, e alle care riviste per sopravvivere non resta che languire ammuffendo poco a poco giù in cantina" (Antonio Terzo)

Questo il sito. Grazie a Mondo jazz per la segnalazione.

giovedì 7 febbraio 2008

LE NUOVE LINEE GUIDA PER LA DIAGNOSI E LA TERAPIA DEL DIABETE



Diabetes Care ha pubblicato l'aggiornamento 2008 delle linee guida per la diagnosi e la terapia del diabete.
On line free in questo sito

lunedì 4 febbraio 2008

Hank Jones & Kenny Drew : Take the A train



A volte ho avuto difficoltà nello scegliere la musica da inserire nei post,prendendola da You Tube, tale la ricchezza di offerta. Qui non ho praticamente avuto nessun minimo dubbio, per la qualità degli interpreti a mio parere in serata di grazia.

Bevande dolci e rischio di Gotta

In questo articolo pubblicato nell'ultimo numero del BMJ, vengono riportati dei dati interessanti sull'aumentato rischio di gotta non solo per i consumatori di purine ma anche di fruttosio, soprattutto contenuto in bevande dolci (Coca cola, Pepsi, succhi di frutta). L'osservazione è stata effettuata su 755 pazienti (in una coorte di quasi 46.000) lungo un periodo di 12 anni.

Sugar-Sweetened Soft Drinks, Fructose Linked with Increased Gout Risk in Men

High consumption of sugar-sweetened soft drinks and fructose may increase the risk for gout in men, BMJ reports.

More than 46,000 male health professionals aged 40 to 75 completed food-frequency questionnaires at baseline and every 4 years thereafter. During 12 years' follow-up, 1.6% developed gout.

After multivariable adjustment, gout risk rose significantly with increasing consumption of sugar-sweetened soft drinks. Compared with men who consumed less than one sugary soft drink a month, those consuming five to six drinks a week had a 29% increased risk; one a day, a 45% increase; and two or more daily, an 85% increase. Risk also rose with increasing consumption of other high-fructose products, such as fruit juice, apples, and oranges.

As a potential mechanism underlying the association between fructose and gout risk, the authors note that fructose increases ATP degradation to AMP, thereby increasing production of uric acid.