giovedì 26 giugno 2008

sabato 21 giugno 2008

Risonanza magnetica cerebrale funzionale e jazz



Gli scienziati Charles J. Limb e Allen R. Braun hanno reclutato 6 famosi pianisti Jazz per suonare una tastiera elettrica, appositamente progettata, mentre eseguivano una risonanza magnetica funzionale (fMRI) del loro cervello.
Osservando l’esito dell’esame gli studiosi hanno scoperto che alcune aree del cervello che vengono attivate nel momento in cui i musicisti iniziano a improvvisare sono le stesse in grado di rispondere alla domanda: “Parlami di te”.
Nell’articolo pubblicato, i ricercatori della Johns Hopkins University a Baltimore e del National Institute on Deafness and Other Communication Disorders affermano di aver localizzato la regione del cervello, chiamata corteccia prefrontale mediale (parte rostrale del lobo frontale che è, in ciascun emisfero, delimitato dalla scissura centrale di Rolando, dal solco del cingolo e dal solco dell’insula), che si “accenderebbe” ogniqualvolta i musicisti improvvisano e al contrario quelle che si deattivano.
La cosa interessante è che si tratta della stessa parte del cervello che viene attivata quando usiamo un pronome riflessivo, andando così ad avvallare l’idea che i musicisti jazz quando suonano esprimono effettivamente i loro sentimenti interiori.Charles Limb ha affermato: «Il jazz è come se fosse una autobiografia musicale».
Per valutare l’effettivo utilizzo delle aree cerebrali, agli stessi pianisti è stato chiesto di suonare delle scale musicali e dei semplici motivi memorizzati precedentemente.

(da Bioblog)

Dizzy & Oscar



Un incontro per festeggiare il 70mo compleanno di Dizzy Gillespie sulle armonie (in questo set) di All the things you are. Su You Tube reperibili altri duetti sempre nella stessa occasione, esempio Dizzy con Sonny Rollins e Hank Jones !!

mercoledì 18 giugno 2008

Diabete e depressione


Questo interessante studio esamina il non ben chiarito rapporto bidirezionale tra diabete e depressione. Se infatti i sintomi di depressione sono associati con lo sviluppo di diabete di tipo 2 non è ancora chiaro quanto il diabete sia un fattore di rischio per lo sviluppo di depressione. L'analisi di circa 5000 pazienti diabetici sembrerebbe confermare questa associazione bidirezionale. Associazione che tuttavia sembrerebbe attenuarsi intervenendo sullo stile di vita.
Rimando alla lettura dell'articolo per i particolare.

iabetes and Depression -- A Two-Way Street

Depression may modestly increase the risk for incident type 2 diabetes -- and treated diabetes may increase the risk for depression -- reports JAMA.

Researchers examined associations between diabetes and depression among roughly 6800 adults aged 45 to 84 who were without cardiovascular disease at enrollment.

The first analysis, conducted among the 5200 subjects without baseline diabetes, found that those with baseline depression had significantly increased risk for developing diabetes during 3 years' follow-up. Adjustment for lifestyle factors, however, attenuated this association.

In the second analysis, comprising 4800 adults without depression at baseline, those with treated diabetes had significantly increased risk for depression during follow-up -- an association that persisted in fully adjusted analyses.

The authors call for studies to "determine whether interventions aimed at modifying behavioral factors associated with depression will complement current type 2 diabetes prevention strategies." They also suggest that providers consider routine depression screening among patients under treatment for type 2 diabetes.

martedì 10 giugno 2008

Kelly, Coltrane, Getz !



Ottima quilità audio e video. Imperdibile.
I brani sono: Autumn leaves (Kelly), What's new (Coltrane), Moonlight in Vermont (Getz). Chiaramente Chambers e Cobb al basso e batteria.

mercoledì 4 giugno 2008

Screening per il diabete di tipo 2

Questo articolo riporta delle indicazioni sullo screening del diabete di tipo 2. Le conclusioni degli autori sono per una maggiore aggressività (nello screening) nei pazienti con PA>135/80 anche se asintomatici per diabete. Per valori di pressione inferiori non vi sono indicazioni allo screening. Un approccio troppo aggressivo ?

Screen Hypertensive Patients for Diabetes, USPSTF Advises

Patients with blood pressure above 135/80 mm Hg should undergo screening for type 2 diabetes, the U.S. Preventive Services Task Force recommends in the current Annals of Internal Medicine.

The group says that sustained pressure above 135/80 -- whether the patient is under treatment for hypertension or not -- should trigger screening. There is adequate evidence, the group reports, that lowering pressure below conventional target values in patients with diabetes will lower cardiovascular risks.

There is not enough evidence available to weigh the benefits of screening for diabetes in asymptomatic adults with lower blood pressure. However, according to the task force, screening normotensives on an individual basis may be useful if it "would help inform decisions about coronary heart disease prevention strategies."

The task force made its recommendations after reviewing evidence published since 2003, the date of its previous statement. In addition, the group withdrew a recommendation to screen patients with hyperlipidemia for diabetes.