venerdì 13 marzo 2009

Kenny Barron all'Auditorium


Stasera Kenny Barron all'Auditorium di Roma, piano solo. Se si vuol giocare "senza rete" questo è il modo migliore; ma certo non per Barron che con un surplace e una rilassatezza propria dei grandi apre e chiude il concerto con due brani di Monk, "Light Blue" e "Well you needn't", due scogli che da soli possono far impantanare anche affermati professionisti. Ma non stasera. Il concerto è stata una sorta di lectio magistralis sullo stato dell'arte del piano jazz, dallo stride, ai momenti in cui suonava con le mani all'unisono, dai sapori europei (Bartok e Debussy) ai possenti block chords, dalle ballad liriche all'omaggio boppistico a Bud Powell. Tutto filava liscio e Barron pezzo dopo pezzo tirava fuori dal cilindro qualche nuova magia.
Un concerto splendido che conferma il pianista di Filadelfia come una delle figure centrali della scena jazzistica mondiale.

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